“I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è
ciò che vediamo, ma ciò che siamo”.
Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine,
Feltrinelli.
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Enzo Rega, La linea dei passi, Edizioni Helicon, Poppi (Arezzo) 2019 |
viaggio come ricerca - viaggio come fuga? In entrambi i casi
c’è un’utilità del viaggio.
oppure viaggio come fallimento... o dissipazione,
dispersione, spreco, inutilità.
la postfazione
IL VIAGGIO NEL VIAGGIO
Una mappa sotterranea
“In fondo poco importa
quando e come una cosa viene detta, l’importante è che prima o dopo la si dica.
Le singole opere possono anche restare frammenti se,
unite, formano un tutto armonioso”.
Heinrich Heine, Visioni
di viaggio, Frassinelli.
Chi viaggia, ingordamente, ruba
immagini qua e là, per ricomporle in un montaggio che è anche smontaggio della realtà,
che ne trapela, così, irriconoscibile. Il furto, però, non riguarda solo le
immagini, ma anche le parole - e le frasi - nelle quali il viaggiatore si è
imbattuto. E finiscono, poi, le parole e
le frasi, irriconoscibili, o per lo meno mascherate, fra le proprie. Questo
occultamento vogliamo qua svelare, per quanto possibile,
invitando però, al contempo, anche a una sorta di chi cerca trova. Dove
rintracciare, tanto per fare gli esempi più vistosi, la riscrittura dei passi
sottratti a Le città invisibili di Italo Calvino e a L’elogio della
follia di Erasmo da Rotterdam? E dietro l’angolo di quali parole si è
nascosto il Kafka di Il processo e Il castello? A quale mostro,
qui, ha dato luogo il calco di Moosbrugger, personaggio de L’uomo senza
qualità di Musil, che ha prestato anche qualche espressione, sprofondata e
riplasmata nel proprio, personale tentativo di esprimersi? E il Bohumil Hrabal
di Treni strettamente sorvegliati (credo) cosa mi ha, inconsapevolmente,
e malgrèe lui, donato? Anche di una sua intervista, non rilasciata a me,
ovviamente, mi sono impossessato. Dove
possiamo ritrovare la ripetizione di qualche passo de La ripetizione di
Peter Handke? Dove, vigliaccamente, ho nascosto gli echi del Walter Benjamin di
Diario moscovita e Angelus Novus, libro fatto di echi di altri
libri di un autore che ha teorizzato il citazionismo come modus construendi
dell’opera letteraria? E alla fine, ma non in fine, da quali squarci
riconosciamo La gelosia di Alain Robbe-Grillet e La bocca del lupo di
Remigio Zena?
Altro dimenticherò. E altro non saprò
di averlo rubato. Altro, invece, l’ho dichiarato, volta per volta, in apertura.
Taccio invece riguardo ai titoli e ai nomi degli amici ‘milanesi’, ai quali ho
chiesto in prestito versi che servissero
a identificarli, ma non subito a smascherarli.
Per non parlare, infine, del prestito
da Albert Giraud attraverso l’Arnold Schoenberg del Pierrot Lunaire (Parfums
de Bergame).
Un altro scherzo ha fatto il ricordo,
rimescolando i dati della memoria talché, alla fine, il racconto del percorso
non coincide sempre con la cronologia del percorso. E questo percorso – e i
testi che lo raccontano – risalgono ormai a un po’ di tempo fa. Ma sono sempre
dentro di noi. Sono noi. E noi siamo loro.
In copertina, sul libro "Onde" di Luigi Aricò.